venerdì 12 aprile 2013

La verità, vi prego, su Fabio Volo.


Bravo Claudio Delicato Ciclofrenico, che ci hai resi finalmente edotti sulla partenogenesi di quell'untore di Fabio Volo, colui che è reo della diffusione del tacco 12 anche al supermercato, dell'amore rispolverato sull'ali rosee dei romanzi H.  e quello marrone delle scarpe  H., degli apericena a base di spritz, polifosfati e rutti sbuffati di traverso, dell'infelicità simulata perchè tira figa, della felicità simulata perchè attira il maschio, ma soprattutto dell'abbattimento di troppo alberi innocenti. Grazie per questa denuncia sociale, Claudio Delicato Ciclofrenico, adesso siamo meno soli nella lotta contro l'inciviltà. Ecco alcuni brani dell'illuminata ricerca:

"....Il 3 maggio del 1972 un gruppo di scienziati dell’istituto di ragioneria di Calcinate (BG) fu incaricato di sviluppare un essere senziente in grado di manipolare la mente degli Italiani trascinandoli verso un abisso di banalità e qualunquismo, in modo da arginare il diffondersi del pensiero critico e ragionato. Il progetto fu denominato Feticcio Androide per la Banalizzazione degli Italiani Onde Valorizzare Ogni Lesiva Ottusità e più brevemente indicato con l’acronimo F.A.B.I.O.V.O.L.O.
“Non fu facile,” prosegue il dottor G, “solo dopo più di un mese di lavoro indefesso giungemmo alla formula definitiva: per creare F.A.B.I.O.V.O.L.O. mettemmo in atto una fusione nucleare tra la quarta di copertina de Il profeta di Gibran, 25 centilitri di Aperol Soda e lo statino di uno studente di filosofia al terzo anno fuori corso. Il 23 giugno del ’72 F.A.B.I.O.V.O.L.O. vide finalmente la luce.”
Il dottor G, mostrandoci alcuni grafici su diapositive PowerPoint disegnate su template preimpostati, ci illustra le sue argomentazioni: “in poco più di vent’ anni la percentuale di studenti fuori corso in filosofia e scienze della comunicazione si è alzata di oltre centoventi punti mentre le facoltà di ingegneria, matematica e fisica hanno chiuso i battenti per via dell’impressionante calo di iscrizioni. Non abbiamo più tecnici, nessuno sa fare più niente: al giorno d’oggi sembra che l’unica cosa importante sia l’amore nella sua accezione più stereotipata e rivoltante..."
Il resto potete leggerlo qui

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