giovedì 28 marzo 2013

"Starker Auftritt! Experimentelles Schuhdesign- Stepping into the limelight! Grassi Museum for Applied Arts, Lipsia.



Inaugura oggi al pubblico la mostra "Stepping into the limelight!" al Museo Grassi nella bellissima città di Lipsia.




220 scarpe sperimentali, create dai designer di tutto il mondo, tra i quali cito Zaha HadidKobi LeviAlbu Mihai, Kei Kagami, Chau Har Lee, Aart van Bezooyen, JANTAMINIAU, Minna Parikka/Jani Leinonen, Birgit Jürgenssen, Paul Lespagnard, Asher Levine, Jeremy Scott/Adidas, Victor & Rolf, OLEK, Anastasia Radevich, Nicholas Kirkwood, Olaf Nicolai, René van den Berg, Iris van Herpen, Marloes ten Bhömer, FINSK, Winde Rienstra, TRIPPEN, Anna Korshun, UNITED NUDE, Masaya Kushino e Jan Jansen, saranno visibili da oggi fino al 29 settembre 2013 nella sezione "Arti Applicate" del Museo.

La mostra è curata da Sabine Epple insieme a Liza Snook, fondatrice del virtualshoemusem, la più importante collezione virtuale dell'avanguardia del design mondiale della calzatura. E' proprio dal sito olandese che provengono la maggior parte delle scarpe selezionate, tra cui anche tre delle mie creazioni in materiale riciclato del 2005, che presentai nel 2006 insieme all'Anci nella mostra milanese "Ella, signorina, ha due piedi" a SuperstudioPiù. 




La mia scarpa dedicata alla sposa di Dracula, Mina Harker e quella di Maria Antonietta riflessa sul vetro @Liza Snook

@Getty Images
" Cleopatra" - Barbara Zucchi

@Dianune-fotologie

"Maria Antonietta"- Barbara Zucchi

Ieri la festa d'inaugurazione è stata salutata dalla coreografica protesta di Peta, che personalmente trovo deliziosa. Ma perché questa ragazza è finita dentro una scatola di scarpe?Perché scagliarsi contro una mostra di calzature sperimentali, nella maggior parte create con materiali diversi da quelli animali?

La protesta di Peta contro l'evento del Grassi Museum.



 La colpevole della certa broncopolmonite che la ragazza nella scatola si sarà buscata, ha un nome e un cognome:è Iris Schieferstein, la famigerata creatrice delle scarpe della morte, come spesso viene etichettata in rete dagli animalisti.

La signora propone sculture composte da tagli di carne, per ora solo animale, poi assemblati in stile Frankenstein, mentre per le scarpe utilizza per esempio colombi imbalsamati come tomaia in aggetto e zoccoli di bovino/equino/caprino per suola, che regalano un aspetto luciferino alla calzata. Ma il suo lavoro, in sé, non rappresenterebbe una scabrosa novità dei nostri tempi: facile è il rimando alla creaturina di Eraserhead, che Lynch realizzò con la testa di un tacchino e il corpo di un pollo insieme, per non parlare del lavoro pittorico-organico che è il leit motiv del regista. 

Anche la ragazza nella scatola di Peta, ha un che di lynchiano, non sarà "wrapped in plastic" ma è "wrapped in paper"...Quindi ciò che davvero è novità, e anche un pelo fastidiosa, è l'accanimento mediatico di un'associazione che difende i diritti degli animali, nei confronti di una stravagante designer che, ne sono certa, si limita a far provviste di animali già defunti dal macellaio di fiducia, invece di rincorrerli con la motosega alla moda di "Faccia di Pelle". Anche se dalla foto qui sotto non si direbbe. Le proteste, quelle vere, andrebbero rivolte ai produttori di quel paese, le cui pelli sono ottenute da animali allevati e uccisi con crudeltà, per mano di chi sfrutta anche il lavoro minorile e concia il pellame con sostanze cancerogene, in fabbriche che impestano l'ambiente. 


Iris Frankenstein colta sul fatto durante l'orario di lavoro


"Freedom and Jealousy" di Iris Schieferstein  @virtualshoemuseum
"Vegas Girl"di Iris Schieferstein  @virtualshoemuseum
Ma polemiche a parte, la mostra è bellissima e curata in ogni dettaglio, anche i visitatori non fanno eccezione.
Ancora complimenti alle due meravigliose curatrici Liza & Sabine.

Fauna locale @Madlen Beier

@Getty Images

La scultura d'oro dello scultore olandese John Breed, con 45 gambe femminili e altrettante scarpe di design @Liza Snook

Vorrei segnalare la presenza di altri due italiani in mostra: il designer Roberto Fliri, ideatore delle geniali e celebri scarpette "Five Fingers":

Five Fingers di Roberto Fliri per Vibram @Grassi Museum

e la deliziose e profumate scarpine di chewing gum realizzate dall'artista romano Maurizio Savini:
"Chewing gum shoes" di Maurizio Savini @VirtualShoeMuseum

Non mi resta che suggerirvi di visitare questa  mostra, perché è un esempio tangibile di quella cosa che  troppo spesso è nominata invano, che tutti cercano, che pochissimi trovano e che si chiama creatività. Avete tempo fino a settembre.

"Blue-graduation shoe" di Joyce Verhagen @Madlen Beier

Scultura di stoffa di Yukiko Terada-Otto @Liza Snook


Allestimento in corso, "Circle Shoes" di Peter Popps @Liza Snook
"Bat Shoes" di Eelko Moorer @Liza Snook
Prova catalogo @Grassi 



"Like a Virgin" di Omar Angel Perez @Madlen Beier

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